
TERAPIA IMPLANTOLOGICA
Un impianto dentale è un dispositivo medico (spesso a forma di vite) , prodotto in titanio purissimo e perfettamente biocompatibile, che viene inserito nella mascella o nella mandibola del paziente per sostituire la radice di un dente mancante. Grazie a un processo biologico che prende il nome di osteointegrazione, dopo un periodo variabile di circa 3-6 mesi dal suo inserimento, l’impianto sarà perfettamente integrato nell’osso e non sarà più possibile rimuoverlo. A questo punto l’odontoiatra potrà finalmente utilizzarlo come supporto per una corona protesica, allo scopo di ripristinare funzione masticatoria, estetica e fonetica.
Cenni storici
L’implantologia nacque negli anni ‘50 dall’intuizione di un dentista svedese, il prof. Branemak che applicò all’odontoiatria quello che gli ortopedici facevano ormai da decenni con le protesi in titanio. Nel corso di oltre mezzo secolo , la ricerca scientifica ha permesso di affinare tecniche e prodotti, e solo verso la metà degli anni novanta l’implantologia incominciò ad essere praticata in tutti gli studi dentistici del mondo.
Fu una grande rivoluzione.
VANTAGGI DEGLI IMPIANTI DENTALI RISPETTO ALLE PROTESI RIMOVIBILI
SVANTAGGI DEGLI IMPIANTI E CONTROINDICAZIONI
Generalmente i pazienti trovano la procedura implantare meno dolorosa e traumatica di un’estrazione dentale. Pur trattandosi di un intervento ambulatoriale eseguito in anestesia locale, resta pur sempre un atto chirurgico, pertanto cruento, e come tale, richiede un’adeguata terapia antibiotica per il controllo delle infezioni. Raramente il dolore post operatorio è intenso; nell’evenienza verranno prescritti farmaci analgesici.
L’inconveniente meno gradevole è certamente l’insuccesso terapeutico che si verifica quando l’impianto non si osteointegra e dovrà essere rimosso. In tal caso sarà sempre possibile ripetere l’intervento a distanza di qualche mese.
Diabete, osteoporosi e il fumo di sigaretta rappresentano le principali controindicazioni all’implantologia.

PROCEDURA PER L’IMPLANTOLOGIA DENTALE
inserimento chirurgico – praticata l’anestesia locale ed eseguita l’incisione della gengiva, l’odontoiatra avviterà l’impianto nell’osso con l’ausilio di strumenti rotanti, e per finire, applicherà i punti di sutura assicurandosi che l’impianto resti completamente coperto (sommerso) dalla gengiva. La rimozione dei punti avverrà dopo 7 giorni.
fase della osteointegrazione – una volta inserito, l’impianto risulterà saldamente assicurato all’osso grazie alla sua forma a vite filettata (stabilità primaria). Se dovessimo osservare al microscopio la superficie di un impianto, questa apparirà micro-porosa. Nei 3-6 mesi successi al suo inserimento, l’osso, crescendo all’interno di queste micro-porosità finirà per integrare l’impianto (osteointegrazione).
fase della riapertura dell’impianto – trascorsi 3-6 mesi dal suo inserimento, l’odontoiatra eseguirà un’altra incisione della gengiva allo scopo di esporre l’impianto che durante la fase dell’inserimento era stato lasciato sommerso. Questo è il momento in cui sarà possibile verificare l’avvenuta osteointegrazione. Quando un impianto non si è integrato appare mobile, basculante, e potrà essere rimosso facilmente con l’ausilio di una pizzetta chirurgica. Impianti perfettamente osteointegrati appariranno ben saldi nell’osso.
realizzazione della corona dentale – trascorse 1 o 2 settimane dalla riapertura, sarà possibile rilevare un’impronta dell’impianto che verrà poi utilizzata nel laboratorio odontotecnico per la fabbricazione della corona.
collegamento tramite abutment – realizzata la corona protesica, l’odontoiatra la fisserà all’impianto grazie all’ausilio di un connettore che prende il nome di abutment (moncone). A questo punto la cura sarà completata e il paziente potrà tornare a masticare.