
TERAPIE CONSERVATIVE
Si definiscono terapie conservative tutte quelle tecniche che mirano a restaurare la corretta morfologia della corona dentale (la parte visibile del dente), danneggiata da traumi o processi cariosi.
Distinguiamo:
carie primarie – si definiscono superficiali tutte quelle carie primarie che interessano lo smalto, ossia, lo strato più esterno, duro, mineralizzato e non innervato della corona del dente. Si definiscono destruenti tutte quelle carie primarie che sono molto estese sia in termini di superficie occupata che di profondità e che interessano i tessuti più profondi e innervati del dente (dentina e/o polpa dentale).
carie secondarie – dopo alcuni anni dalla loro realizzazione, le otturazioni dentarie, per i processi di usura intercorsi a seguito della masticazione, tendono a fessurizzarsi, ossia, si creano piccole crepe tra dente e otturazione dove i batteri presenti nel cavo orale tenderanno a infiltrasi, provocando la carie. Pertanto, possiamo definire carie secondarie tutte quelle carie che si formano al di sotto di una otturazione vecchia e usurata.
PROCEDURE DELLE TERAPIE CONSERVATIVE
L’odontoiatra asporterà la carie utilizzando gli strumenti rotanti (trapano del dentista), successivamente riempirà la cavità così ottenuta con appositi materiali da ricostruzione, che andranno a riprodurre fedelmente colore e la morfologia dentale.
Questo può avvenire mediante l’utilizzo di:
Tecniche dirette
si utilizzano materiali compositi e/o ceramici solitamente in un’unica seduta. La tecnica diretta trova indicazione per le otturazioni di piccole e medie dimensioni
Tecniche indirette
mediante la rilevazione di un’impronta in silicone o digitale, sarà il laboratorio odontotecnico ad eseguire l’otturazione che in questo caso prende il nome di intarsio dentale. In una seconda seduta l’odontoiatra cementerà l’intarsio sul dente del paziente. La tecnica indiretta si utilizza per i restauri di grandi dimensioni che sarebbe sconveniente realizzare direttamente nel cavo orale del paziente perché richiederebbero molto tempo.

MATERIALI UTILIZZATI PER LE TECNICHE DIRETTE
L’amalgama dentale è un materiale a matrice metallica costituita da mercurio, argento stagno e zinco. Formulato da Black nel 1897, è stato per oltre un secolo il materiale d’elezione per l’esecuzione dei restauri diretti senza valenza estetica, presentando notevoli vantaggi quali l’ottimo sigillo marginale, la durezza e il basso costo
La presenza del mercurio e la sua riconosciuta tossicità e capacità di provocare allergie ha sempre posto, tuttavia, notevoli interrogativi sul suo utilizzo.
Dal 2019 in Italia, si è espressamente vietato per legge di ricorre a otturazioni dentali in amalgama in pazienti:
- minori di 15
- donne in gravidanza o allattamento
- soggetti allergici
Si è inoltre imposto agli operatori degli studi odontoiatrici che utilizzano questo materiale o che lo rimuovono (per esempio sostituendo vecchie e usurate otturazioni), di utilizzare dei separatori di amalgama per trattenere le particelle tossiche di mercurio e impedire che si disperdano nell’ambiente. Il nostro studio ha anticipato il legislatore e non utilizziamo più l’amalgama da molti anni. Nondimeno, quando si ravvisa la necessità di sostituire restauri in amalgama dentale, utilizziamo tutte le procedure necessarie (diga di gomma e aspiratori ad alta velocità) affinché questa operazione possa avvenire garantendo al paziente la massima sicurezza.
RESINE COMPOSITE DENTALI
Sono materiali nel quale si possono riconoscere una matrice resinosa e dei riempitivi inorganici (ossido di alluminio, ossido di zirconio, ecc.) aggiunti per migliorare la resistenza meccanica all’abrasione, inoltre, è presente un attivatore. Quest’ultimo è un componente chimico che ha la funzione di attivare la polimerizzazione del materiale attraverso l’esposizione a una luce con una determinata lunghezza d’onda. La presenza di diversi colori in gradi di riprodurre ogni sfumatura dei denti naturali, quindi migliorate capacità estetiche, hanno reso questi materiali in grado di imitare perfettamente i tessuti naturali dei denti (smalto e dentina). Nonostante i grandi miglioramenti tecnici ottenuti dall’industria dentale, i restauri diretti eseguiti con resine composite, continuano a presentare, se confrontati con quelli eseguiti in amalgama, una minore longevità e un maggiore rischio di formazione di carie secondarie.
MATERIALI PER LE TECNICHE INDIRETTE
I materiali a disposizione dei laboratori odontotecnici per realizzare i restauri indiretti sono:
resine composite dentali, le medesime utilizzate per i restauri diretti.
ceramica, che presenta una migliore biocompatibilità rispetto alle resine composite, oltre che una maggiore durezza che si traduce in durata.